La ventesima tappa del Giro d’Italia arriverà ad Asiago: tutti pronti, dunque, il 27 maggio prossimo, a scendere in strada per salutare i ciclisti che si sfideranno in quello che sarà forse il momento più importante di tutta la competizione, quello che deciderà l’esito finale: è quasi sicuro, infatti, che chi indosserà la maglia sull’Altopiano sarà

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Sono senza dubbio una delle cose più belle e suggestive del Natale: stiamo parlando dei mercatini. Le strade illuminate a festa, il freddo nell’aria (magari anche una spruzzata di neve), le bancarelle ricolme di curiosità e ghiottonerie: dagli addobbi per decorare l’albero alle statuine per il presepe (perché non comperare un pastorello in più? o

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È il prodotto simbolo dell’Altopiano di Asiago, dal quale prende il nome. Lo si produce fin dall’anno Mille: inizialmente si utilizzava latte di pecora: l’altopiano era zona fertilissima di buone erbe da pascolo e l’allevamento ovino era l’attività di sostentamento più diffusa. Quando – dal 1500 in poi – gli allevamenti bovini hanno sostituito quelli

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Un grande maestro della fotografia ritrae Kranebet. Il titolo dell’opera è: “Venezia”. Si tratta di uno scatto del 1958. Lo si può dividere idealmente in tre parti: un muro a sinistra, un canale al centro e alcuni manifesti pubblicitari affissi sulla destra. Fra questi, Kranebet di Fratelli Rossi Distillatori, con l’ormai storico claim: «Chi beve

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Sorride Anna Maria Bugliari, mentre regge con entrambe le mani un cestello in argento che contiene una bottiglia di China Rossi. Ma sorride anche negli scatti in bianco e nero che la ritraggono in visita alla distilleria: il viso senza trucco, i capelli scuri, ondulati, tenuti fermi, sulla nuca, da una fascia di cotone bianca.

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È il 1929 quando viene prodotto per la prima volta Kranebet, amaro bianco ottenuto dalla distillazione di bacche di ginepro, genziana e radici alpine. Kranebet diventa subito il prodotto di punta della Distilleria Rossi e un simbolo dell’altopiano di Asiago. Il nome – con quel suono secco, incisivo – deriva dal cimbro kraneweta (letteralmente: grani

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Ogni paese ha il proprio. Far fermentare e poi distillare la frutta troppo matura o ammaccata – è una pratica antichissima: i distillati di frutta fanno parte delle tradizioni locali, in tutto il mondo. Molti hanno conservato un carattere regionale. Altri, come il calvados (ottenuto dalle mele bretoni) e il kirsch (ottenuto dalle ciliegie) vengono

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Sì, c’è. Chiamiamo distillato (o acquavite) qualunque prodotto derivato da materie vegetali fermentate. È un distillato il rhum (che si ottiene dalla canna da zucchero); è un distillato la vodka (che si ottiene dalla patata); è un distillato il whisky (che si ottiene dai cereali). Del grappolo d’uva, si possono distillare sia la parte solida

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«È lunga come il purgatorio, scura come il temporale, la scala che ti porta lassù, sull’Altopiano di Asiago» (Paolo Rumiz). 4444 gradini e una leggenda. I gradini sono quelli della Calà del Sasso: una lunghissima scalinata, scavata nella roccia, che collega il comune di Valstagna alla frazione di Sasso di Asiago. Venne costruita nel 1398,

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